LO SCIOPERO INDIVIDUALE [07 lug 05 04:48 by NGBellia] | ||
La preziosa citazione di Marx fatta da Paola e sotto riportata, mi offre lo spunto per ribadire la mia convinzione che non basta conoscere il problema del signoraggio per risolvere la questione sociale. L’Unione Sovietica pur conoscendo l’opera di Marx non ha istituito il Reddito di Cittadinanza ed ha continuato sotto altra forma la vecchia oppressione dei Cittadini giungendo infine al crollo. Se non si evidenzia a sufficienza che il Reddito di Cittadinanza è il fine e l’Emissione Monetaria Diretta è il mezzo per la sua attuazione, si corre il rischio di passare sotto nuove tirannie statali. Il Reddito di Cittadinanza offrirà la possibilità ai Cittadini che si sentissero oppressi da vessazioni di qualsiasi natura, di attuare lo Sciopero Individuale, ritirandosi provvisoriamente in disparte per curare le ferite subite da situazioni avverse. Questo sarà il mezzo che ognuno avrà a disposizione per le necessarie auto-terapie da condizioni di disagio animico. Solo così, gradualmente potranno sparire dalla faccia della Terra tutte le depressioni ed altre malattie psichiche, e anche fisiche, derivanti da insoddisfazioni animiche. Per non parlare dai disastri provocati nelle Coscienze da situazioni di bisogno cui non si sa o non si può porre rimedio e che spesso portano ad azioni delittuose o a spersonalizzazioni. È per tale motivo che io continuerò a portare avanti l’approfondimento del Progetto Antropocratico che dovrà consentire il passaggio morbido alla Civiltà del Reddito di Cittadinanza e dell’Emissione Monetaria Diretta. Nicolò Giuseppe Bellia Tarquinia, 7 luglio 2005 Ecco la citazione di Paola: MARX per primo denunciò il Signoraggio e fu subito messo all'indice.. Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipar loro denaro. Quindi l’accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d’Inghilterra (1694). La Banca d’Inghilterra cominciò col prestare il suo denaro al governo all’otto per cento; contemporaneamente era autorizzata dal parlamento a batter moneta con lo stesso capitale, tornando a prestarlo un’altra volta al pubblico in forma di banconote. Con queste banconote essa poteva scontare cambiali, concedere anticipi su merci e acquistare metalli nobili. Non ci volle molto tempo perchè questa moneta di credito fabbricata dalla Banca d’Inghilterra stessa diventasse la moneta nella quale la Banca faceva prestiti allo Stato e pagava per conto dello Stato gli interessi del debito pubblico. Non bastava però che la Banca desse con una mano per aver restituito di più con l’altra, ma, proprio mentre riceveva, rimaneva creditrice perpetua della nazione fino all’ultimo centesimo che aveva dato. A poco a poco essa divenne inevitabilmente il serbatoio dei tesori metallici del paese e il centro di gravitazione di tutto il credito commerciale. In Inghilterra, proprio mentre si smetteva di bruciare le streghe, si cominciò a impiccare i falsificatori di banconote. Gli scritti di quell’epoca, per esempio quelli del Bolingbroke, dimostrano che effetto facesse sui contemporanei l’improvviso emergere di quella genìa di bancocrati, finanzieri, rentiers, mediatori, agenti di cambio e lupi di Borsa. Karl Marx, Capitale, Libro I, Editori Riuniti, Roma 1974, {pp. 817-818} | ||
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