IL RISVEGLIO DELL’ANIMA [02 gen 05 11:23 by Ngbellia] | ||
| La situazione sociale mondiale è palesemente non corrispondente all’Etica. Ciò è causa di immense sofferenze da parte dei Poveri che sono costretti a combattere costantemente con il bisogno di procurarsi l’indispensabile per vivere. Tale situazione li deresponsabilizza giacché non possono far nulla per mutare la situazione. Di contro vi è una classe di Uomini di Potere che pur potendo non fanno nulla per risolvere il problema. Ciò dipende dal fatto che sia i Poveri che i Potenti hanno l’Anima assoggettata alle condizioni materiali. Fin quando l’Essere Umano è impegnato nel quotidiano non vi è la possibilità che prenda coscienza della situazione generale. In tale condizione non esiste alcuna Gioia dell’anima in quanto manca l’organo capace di percepire tale Gioia, cioè l’Anima. Se manca la Gioia, non manca però l’anelito ad essa ed ognuno spera di conseguirla prima o poi. Può accadere che taluni, realizzati i propri progetti, pervengano ad una condizione di volere finalmente la Gioia. Ciò provoca un risveglio dell’Anima e l’Io viene a trovarsi a percepire oltre che la propria corporeità, anche la propria Anima. Questa si manifesta con sentimenti di Gioia e di Dolore sui quali inizialmente l’Io si sente incapace di influire. Inizialmente ciò genera angoscia ed oppressione e tale situazione viene considerata patologica e definita come depressione. Per guarire da tale condizione di disagio non vi è altra possibilità che quella di potenziare al massimo la propria facoltà di Pensiero e di cercare con essa di interpretare quanto va manifestandosi nell’anima. Gradualmente nella coscienza si forma un mondo di nuove rappresentazioni che spiegano quanto l’Anima va manifestando. Si scopre che quanto il Pensiero trova eticamente giusto o ingiusto l’Anima lo esprime in forma di Gioia e di Dolore. Si esce dalla condizione di disagio quando si perviene ad una visione generale della Vita in cui tutti i fattori di essa siano composti in armonia. In tale lavoro può essere utile lo studio delle opere di Steiner o di altri grandi Maestri dell’Umanità. Dopo aver normalizzato il rapporto del proprio Io con l’Anima ci si potrà rivolgere alle problematiche della vita sociale dell’Umanità. Si scoprirà allora che la ricchezza del Mondo è di gran lunga superiore alle esigenze degli Esseri Umani, data l’alta produttività resa possibile dallo sviluppo della Scienza e della Tecnica. Proseguendo col proprio lavoro di Pensiero si perverrà ad una progettualità corrispondente a quella dell’Antropocrazia. In questa situazione sarà naturale cercare di diffondere le proprie conquiste per confrontarle con quelle di Altri che stanno percorrendo la stessa Via. Ciò porterà, prima o poi, alla realizzazione del Progetto Antropocratico ed allora la propria Anima sarà placata e potrà vivere nella Gioia. Nicolò Giuseppe Bellia Tarquinia 2 gennaio 2005 | ||
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